28 Aprile 2016

Ormai mi sono fissato. Voglio una nuova bicicletta per viaggiare in giro per la città. Non tutti sapranno che sono uno dei pochi ventenni ad essere rimasto senza patente. Un po’ per scelta, un po’ per la poca voglia, un po’ perché c’è sempre chi mi scarrozza in giro quando ne ho bisogno. Solitamente mi faccio i chilometri a piedi per la città se non devo percorrere distanze troppo lunghe. Per andare in palestra, in biblioteca o in generale a Rivoli (dove vivo) preferisco farmi una passeggiata piuttosto che aspettare 20 minuti un pullman rischiando di prendere una multa per fare poche fermate e non sprecare un biglietto (cosa che mi è anche già capitata).

La bicicletta quindi è un’ottima soluzione nella bella stagione per potermi spostare comodamente e in meno tempo.
Il mio uni problema? La mia fissazione per l’estetica. Di vecchie biciclette in garage ne ho almeno tre, ma sono tutte brutte mountain bike. Ditemi se andando in giro con una di queste biciclette della Pure Fix non sarei un hipster con i fiocchi.

Oggi ho ricevuto una sorpresa: mentre scrivevo questo articolo mi è arrivata la chiamata di COS per un colloquio in negozio. Unico problema? E’ lo store di Milano centro. Senza pensarci ho prenotato il treno per giovedì prossimo. Rimanderò un’eventuale decisione tra qualche giorno. Adesso non ho voglia di pensarci, anche se sarebbe una bellissima opportunità.

Nel frattempo sogno un bellissimo appartamento a Milano e la meravigliosa bici che mi aspetta nell’androne per andare fino a lavoro.

20 Aprile 2016

Le giornate in settimana mi sembrano tutte identiche. Mi sveglio, passo millenni a guardare idiozie in giro per internet, mangio due biscotti e nulla di più per colazione, e poi ricerco un’attività per la giornata.
Avere la routine del lavoro mi manca. Mi piaceva svegliarmi e sapere che oggi avrei passato ore a fare il cassiere o a sistemare vestiti. Nulla di così magnifico in realtà, ma i colleghi alleggerivano la mole di lavoro e mi trovavo bene.
Processed with VSCO with b1 preset Continua a leggere

15 Aprile 2016

Quasi non ricordo più come si fa. Ogni volta che inizio un nuovo post sul blog mi pento di non aver continuato la mia idea iniziale: scrivere un diario “segreto” ogni giorno. Le solite scuse mi ricorrono: troppi impegni per potermi mettere a scrivere almeno trecento parole al giorno. Scuse appunto, come quelle che trovo per non adempiere ai doveri.

Continua a leggere

Unioni civili, sono contento ma sarò felice.

Dovrei essere contento. In fondo è vero che è stato fatto un grande passo avanti in questa Italia rimasta, per troppo tempo, ferma al medioevo riguardo all’argomento della tutela dei diritti della nostra comunità LGBT. Dovrei essere contento perché finalmente qualcuno adesso potrà inginocchiarsi davanti a me, prima o poi, e chiedermi “Cosa ne dici di unirci civilmente?”. Purtroppo però dentro di me non provo ancora quello stato di gioia che mi sono immaginato tante volte quando fantasticavo su questo giorno.
unionicivili Continua a leggere

La prima avventura della Compagnia OBLIO

Creare una compagnia di teatro da zero è stato un progetto ambizioso. Prima di iniziare tutto avevo immaginato che avrebbe comportato tantissimo impegno, e devo confessarvi che non è stato affatto facile riuscire nell’impresa.
Tutto ha avuto inizio dopo che, in una bella giornata di maggio di due anni fa, mi misi a scrivere una prima bozza di quello che ora è diventato il nostro copione. Le prime scene sono nate per gioco, ma andando avanti mi sono accorto che da quelle battute messe insieme un po’ per divertimento, un po’ per noia, sarebbe potuto nascere qualcosa di convincente. Sono andato avanti a scrivere giorno e notte, tutto è venuto fuori con molta scioltezza. “Consulta tutti i musical che conosci, prendi ispirazione da tutto quello che ti circonda, ascolta ogni genere di canzone utilizzabile, cerca di mettere il tutto in un insieme armonioso.” Ed ecco che è nato il primo progetto teatrale: Just Smash.
JSWall Continua a leggere

RFW

Continua a leggere

Teoria Gender – la conferenza nella mia città

Quando ho visto il volantino online di questa nuova conferenza sulla teoria gender quasi non ho creduto ai miei occhi leggendo l’ubicazione. Mi sono armato di santa pazienza e, al posto di stare a casa a guardare Pechino Express, sono andato a sentire. Ho voluto partecipare più che altro per chiarirmi le idee, perché io di questo discorso che spopola sul web, e non solo, non avevo tutti i punti chiari. Con il senno di poi forse avrei potuto rimanere nella mia ignoranza a vedere l’eliminazione di Scialpi nel mio letto.Immagine-Umberto_boccioni_la_città_che_sale

Continua a leggere