I primi giorni universitari.

La prima settimana di università è volata e io quasi già mi sono abituato al ritmo di questo nuovo percorso scolastico.
A causa del lavoro questi ultimi giorni sono stati ancora più frenetici del previsto e in alcune occasioni mi è capitato di partire di casa al mattino con le luci artificiali dei lampioni ancora accese e il sole ancora in lontananza, e di tornare poi la sera con la stessa condizione.20131005-145322.jpg


Per fortuna di impegni non ne ho ancora troppi, ma presto dovrò iniziare di nuovo danza e non penso di poter sostenere questo ritmo a lungo, contando che si aggiungerà anche lo studio per i primi esami.
Dopo i primi due giorni di esperienza da ebrei deportati sui pullman della GTT, ho avuto la brillante idea di chiedere in prestito a un mio zio l’abbonamento del ToBike. Tutte le mattine, infatti, dopo essere sceso dalla metro, mi catapulto sulle biciclette gialle (tutte mezze distrutte) per raggiungere l’università pedalando, e cosa non meno importante, rassodando per bene tutta la parte inferiore del mio corpo!
L’avventura mattutina però non finisce qui, perché davanti all’aula ancora chiusa mi attende sempre una coda chilometrica di ragazzi che cercano di accaparrarsi un posto sulle seggiole per seguire la lezione. Una coda che farebbe sbiancare qualunque vecchietto abituato alle attese delle poste il sabato mattina.
Le nuove conoscenze non sono mancate, e tutta la settimana l’ho passata con le simpaticissime Oana (che conoscevo già di vista dal liceo) e Claudia.
Altra novità della settimana (troppe informazioni, lo so): sono arrivate mia zia Haike e mia cugina Lorena dalla lontana, e da me amata follemente, Berlino. Ora infatti sono qui in un bar in centro ad aspettarle, per fare un giro in centro Torino con loro per la prima volta, passando il tempo ricopiandomi gli appunti delle lezioni di letteratura italiana e storia dell’architettura, ma osservando molto anche quello che mi succede intorno.
Passare il tempo dentro Busters lo trovo molto rilassante, principalmente se hai molto tempo che non sai come occupare e ti interessa osservare le persone che ti circondano e che ti incuriosiscono. Non prendetemi per uno stalker però! A quello ci pensa già il resto della popolazione torinese. L’altro giorno infatti, a lavoro, un ragazzo mi chiama e mi domanda: “Scusa, l’altro giorno ti ho visto in via Roma con un paio di scarpe leopardate e volevo chiederti dove le avevi comprate!” E io, un po’ sconvolto dato che non le mettevo da almeno 2 settimane in verità gli rispondo che era un uno timo modello comprato nei saldi estivi! LOL
In conclusione vorrei dirvi che le supposizioni dell’ultimo post erano più che fondate, purtroppo, e il mio morale uggioso come il cielo in questi giorni non riesco completamente a spiegarlo.

Love u, D.

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