Intervista a Zelda, fotografa torinese emergente.

Travolgente. E’ sicuramente questa la prima parola che riesci a scegliere tra tutto il vocabolario che compare nella tua mente, nel momento in cui incontri (o conosci) Zelda.
Per l’occasione della sua prima mostra fotografica, ho deciso di farmi rilasciare una modesta intervista per farvi conoscere questa fantastica fotografa di Torino con un talento innato nel catturare immagini che hanno la capacità di rimanere nei tuoi ricordi come tele di un rinomato pittore.
Non aggiungo altro per lasciare spazio alle sue parole. Segnatevi questo nome che penso sicuramente (e spero vivamente per lei) un giorno risentiremo, o meglio rileggeremo su qualche rivista.20131129-223743.jpg

Quando nasce la tua passione per la fotografia?

Nasce quando mio padre, all’età di 13 anni, mi regalò una compatta, che a dir la verità era anche bruttina. Nessuno tra gli amici e parenti fotografava e quindi decisi di iniziare a raccogliere con le immagini i momenti particolari come feste o cene. Quel natale in particolare, in cui mi fu regalata la mia prima macchina fotografica, fu particolarmente nevoso e iniziai a cimentarmi scattando fotografie ai paesaggi innevati e murales che trovavo in giro.
Quando arrivò il momento di scegliere la scuola superiore avevo idea di intraprendere un percorso artistico, ma mio padre non era del tutto convinto. Mi informai quindi su una scuola con un indirizzo fotografico e il giorno in cui andai a vederla per la prima volta fui subito colpita dalla camera oscura e la sala pose.
Da qui nasce la mia passione e il mio interesse che si estende oltre il semplice scattare, ma sfogliando anche libri e partecipando alle mostre.

Ti ricordi il primo scatto che ti fece capire che questa sarebbe diventata una delle tue passioni?

Perfettamente! Con la “compattina” della Canon (che andava ancora a pile) scattai una fotografia di Piazza Vittorio al mattino. I raggi del sole, i tavoli dei bar, i tram che passavano. Tutti rigorosamente in bianco e nero.
Purtroppo è andata perduta, ma è rimasta comunque nella mia memoria.

La scuola cosa ti ha offerto?

La scuola mi ha aiutato certamente. I primi due anni il programma prevede lo studio tramite le macchine analogiche, mentre dalla terza in poi si inizia ad utilizzare il digitale. Il mio indirizzo offre molte informazioni e corsi, ma è la tua curiosità e il tuo interesse che aiutano la tua formazione. Devi essere tu ad inseguire la passione, non sono gli altri a dovertela creare.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Pensi di lavorare in questo ambito?

Lo spero vivamente, ma non ho ancora ben individuato quale genere fotografico sarà la mia strada; se la pubblicità, la moda, lavori puramente artistici. La mia ambizione è certamente quella di viaggiare e fare da fotoreporter.
Mi appassiona molto anche il ritratto da studio nell’abito della moda, “sarebbe il top“. Ma anche lavorando nell’ambito della moda vorrei che si potesse riconoscere che lo scatto sia mio, con uno stile personale. L’ideale sarebbe portare la mia arte nell’ambito della moda.

Una selezione delle fotografie dell'esposizione.

Una selezione delle fotografia dell’esposizione.

Parlando dell’esposizione, quale è il tema che hai scelto? Questa è la prima volta che esponi i tuoi scatti?

Sì, è la mia prima esposizione fotografica. Sono scatti dell’estate catturati in un luogo a me molto caro, la campagna veneta. E’ la casa in cui vivevano i miei bisnonni, e in questo luogo conservo moltissimi ricordi legati anche all’infanzia.
Sono molto legata a questi luoghi, alla tradizione che portano con se, le luci particolari, gli odori, i profumi.
Questi scatti sono tutti dei particolari perché penso che le cose piccole siano anche quelle più preziose. In genere prediligo gli scatti in bianco e nero, perché ritengo che questi siano la vera fotografia. Le loro luci, i contrasti, le ombre uniche.

Quali sono i soggetti che preferisci ritrarre in generale?

Alessandra. La mia musa. Nessuno la può fotografare oltre a me. Lei mi capisce al volo quando scatto, non c’è bisogno che le dica nulla. Questo è grazie anche alla nostra grande amicizia che ci lega.Il ritratto è uno dei miei generi preferiti.
In questo momento vorrei iniziare dei nuovi progetti che riguardino l’ambiente street, qualcosa di reale, la vita cruda, far vedere la malavita. Un soggetto che mi affascina sono anche le nuove generazioni, quando li vedo molto “gasati”; prevedo che sarà un mio progetto futuro.
Ovviamente in bianco e nero!

Domanda meno personale: Canon o Nikon, quale preferisci?

La macchina che uso ora non è ad alti livelli e quindi risultano praticamente identiche le due case in queste condizioni. Ma in qualunque caso la fotografia non è la tecnica ma è il messaggio che vuoi far passare.

Quanta importanza dai alla post produzione?

Per il momento davvero poca, sinceramente non fa molto per me. Ci provo e vorrei specializzarmi di più per avere più curriculum alle spalle in previsione di un futuro lavoro ad esempio come fotografa pubblicitaria.
Per quanto riguarda i miei scatti personali la uso poco, solamente le famose “curve” di Photoshop.

Per rimanere in contatto con Zelda vi lascio i suoi link principali:

Facebook: https://www.facebook.com/zelda.a.pizzato?fref=ts
Blog: http://letmeblowyourmind-ph.tumblr.com/

Love u, D.

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