Un classico nuovo inizio

 

Una parte di me che qui sopra non ho mai condiviso molto è il mio lato ballerino. Vi ho parlato dei miei spettacoli, delle audizioni ma mai di quello che è lo studio vero e proprio.20140523-114052-42052436.jpg
La mia formazione parte da una solida base di classico che ho sviluppato sin da quando sono piccolo grazie agli studi al Teatro Nuovo di Torino, per poi spostarsi nel mondo dell’hiphop per diversi anni. Ma oltre a questa frase che potrebbe benissimo rientrare nel mio curriculum artistico volevo racconrarvi quella che è stata la mia prima lezione di classico da quando ho smesso questo genere circa quattro anni fa.
Oltre a qualche piccola esibizione per una scuola di Cumiana in cui aiuto l’insegnante con le lezioni di passo a due, la mia vita all’interno del mondo della danza classica sia esauriva in quel modo fino a ieri.
Mi sono preso coraggio la scorsa settimana e ho scritto ad una delle più valide insegnanti del territorio piemontese (e non solo) per chiederle se potessi provare una sua lezione. Ci eravamo già conosciuti un anno fa in occasione di uno stage e mi ha subito risposto dicendomi che sarei stato il benvenuto.
Vi confesso che ero decisamente agitato ieri una volta arrivato davanti alla struttura e il mio livello di ansia è aumentato esponenzialmente una volta che mi sono presentato con alcuni ragazzi è visto la bravura di altri. Certo, io ero “giustificato” dal fatto che per più di quattro anni non mi ero allenato mentre alcuni di loro erano già stati nel corpo di ballo di compagnie importanti; questo non toglie il fatto che fossi decisamente sotto pressione e in quello stato non ho dato certamente il meglio di me. Pompea (l’insegnante) carinissima ha cercato di darmi qualche dritta, specialmente nel centro in cui mi sono sentito decisamente calante.
Una volta finita l’ora e mezza non sapevo quale impressione avere: se ritenermi fortunato per avere la possibilità di rincominciare o demotivato per l’alto livello dei ragazzi a cui non appartengo.
Maledetto il giorno in cui ho deciso di smettere. Soprattutto perché l’ho fatto nel periodo in cui un ballerino si forma pienamente. Se avessi continuato sarei stato alla loro altezza senza alcun dubbio. Ma piangersi addosso ormai non serve a nulla.
In questi giorni penserò come procedere: se provare a rimettermi in pari o mollare tutto una seconda volta.
Devo ammettere che la mia demotivazione è alta ma ancora non ho deciso quale sarà il mio piano.

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