Ritorno alla vita mondana

E’ tutto pronto per la mia partenza per Roma. Valigia, borsa e outfit sono tutti in camera che aspettano solo di essere presi domani mattina ed essere portati nella capitale. Prima di partire ho deciso di dedicarmi a scrivere una pagina sul mio frenetico weekend ascoltando su spotify Marco Sbarbati (un’artista emergente del quale mi sono innamorato di recente e che vi consiglio di ascoltare. In fondo vi ho messo l’EP che potete comodamente ascoltare).

1902747_10204131136946545_636213642670332789_n(Sono in attesa di una foto più carina… nel frattempo)

Il ritorno nella vita della danza si è fatto decisamente sentire in questi ultimi giorni con le lezioni, i due spettacoli a cui ho assistito e ad un terzo nel quale mi sono prestato per qualche pezzo di passo a due insieme ad un mio amico.
Sono felicissimo del mio rientro in questo mondo. Respirare l’ansia dello spettacolo sia dietro le quinte che in platea è un’emozione che solo la gente che sta sotto i riflettori può comprendere.

Ma questo non è stato l’unico ritorno in vecchi territori ormai abbandonati da tempo. Spinto dal mio carissimo amico Mario sono rientrato in quel regno che la gente chiama tipicamente “serata gay“. Una valle piena di creature, tutte differenti tra loro e ognuna con la propria caratteristica. Ballerini provetti che ancheggiano più di Beyoncè; coppie intente ad accoppiarsi davanti a tutta la fauna del bosco; i soliti associali che stanno tutta la sera a bordo pista controllando il cellulare evitando qualsiasi tipo di movimento a ritmo di musica; stonati che neanche un karaoke accetterebbe dotati addirittura di microfono; gruppetti di sfrante che si credono protagoniste di Mean Girls.
Insomma, potrei scrivere un inventario faunistico di parecchie pagine, ma alla fine dovrei riservare un paragrafo anche per me: il classico gay che non frequenta questo tipo di serate, si lamenta che non conosce mai qualcuno di nuovo, non riesce mai a non alzare gli occhi al cielo o fare una smorfia schifata davanti a certe oscenità e pretende anche di stare simpatico a tutti.

Il fatto divertente della serata è stato che dopo una birra nel bar del nostro amico, io e Mario ci siamo diretti verso la discoteca in cui ci sarebbe dovuta essere la serata ed entrando ci siamo accorti che avevamo sbagliato locale. Nonostante tutto però siamo rimasti piacevolmente sorpresi e ci siamo intrattenuti dentro per più di un’ora. La musica era quella adatta a noi e il fotografo (un mio compagno delle medie) ci ha fatto mille scatti.

Ora vado o finire di mettere le ultime due cose in valigia e mi metto a letto con le gambe ancora stanche per l’esibizione di oggi.

-1 giorno: Roma

 

spotify:album:1xkeimu8w2zKD6x7Q9SIGi

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