Teoria Gender – la conferenza nella mia città

Quando ho visto il volantino online di questa nuova conferenza sulla teoria gender quasi non ho creduto ai miei occhi leggendo l’ubicazione. Mi sono armato di santa pazienza e, al posto di stare a casa a guardare Pechino Express, sono andato a sentire. Ho voluto partecipare più che altro per chiarirmi le idee, perché io di questo discorso che spopola sul web, e non solo, non avevo tutti i punti chiari. Con il senno di poi forse avrei potuto rimanere nella mia ignoranza a vedere l’eliminazione di Scialpi nel mio letto.Immagine-Umberto_boccioni_la_città_che_sale

Il problema sostanziale di queste benedette (in tutti i sensi) conferenze è la mancanza di uno scambio di opinioni. Sarebbe giusto che in queste occasioni si inviti una controparte con la stessa formazione e con una giusta documentazione, in grado di controbattere, smentire o per lo meno chiarire ai presenti in sala che le frasi dette non sono l’unica realtà di pensiero esistenti. Sono state spacciate teorie di dubbia veridicità come realtà certe. Se poi, durante il momento finale delle domande, viene negata spontaneamente e pubblicamente la parola ad una ragazza senza neanche sapere cosa avesse intenzione di chiedere, si sfocia nella volontà di non avere un sano scambio di pareri.

Ce ne sono stati parecchi di punti in cui, anche se non sono ancora laureato e non ho una formazione professionale come il neurochirurgo che ha parlato, posso dire che sono state affermate delle inesattezze. Partendo dal punto che mi ha colpito di più: l’orientamento sessuale è una scelta. Si possono prendere come esempio tutte le teorie di questo mondo a dimostrazione di questa falsità, ma purtroppo l’esperienza personale mi porta a poterle smentire. Sono consapevole di non poter essere nessuno per dimostrare questo, ma sono convito che chiedendo ad uno ad uno a tutte le persone LGBT di questo pianeta, la risposta sarà sempre la stessa. Basterebbe aprire soltanto Wikipedia, che dall’alto della sua ignoranza smentisce questa bugia. Non si diventa gay o lesbiche, allo stesso modo in cui non si diventa eterosessuali. Chi afferma il contrario ha evidenti interessi a far passare il messaggio che dall’omosessualità in fondo si può “guarire”. L’unica scelta che un omosessuale è in grado di fare è quella di vivere serenamente il proprio orientamento, oppure rifiutarlo.

Parlando della teoria gender in generale si sono sfiorati argomenti molto delicati. Il dottore ha precisato che chi sostiene che la teoria gender non esista fa parte della corrente di pensiero del negazionismo, paragonando queste persone a quelli che sostengono che i campi di concentramento siano una menzogna. E per rimanere in tema, la frase che mi ha più stupito, andando completamente fuori dal tema della serata, è stato il paragone della ideologia gender con l’ideologia nazista e fascista. Per fortuna siamo stati tutti “rassicurati” dal fatto che queste ultime due sono cadute, anche se si sono portate con loro migliaia di morti.
Vi posso giurare che questo esempio ancora non mi è chiaro, soprattutto per la frase “Quanti morti ci lasceremo alle spalle?”. A quel punto ho pensato di aver sbagliato salone.

La sagra del qualunquismo è continuata con la ricerca di approvazione tramite la negazione del tutto giustificata e di loro diritto del matrimonio tra persone dello stesso sesso (e annessa adozione); perché se gli diamo un altro nome allora va bene, ma comunque dovete pur sempre avere meno diritti degli altri cittadini voi omosessuali. Se poi condiamo tutto con il discorso della reversibilità delle pensioni che, al posto di essere date ai compagni, possono essere distribuite alle milioni di famiglie al di sotto della soglia della povertà; l’applauso è di dovere. Sarebbe potuto entrare Salvini da un momento all’altro e non mi avrebbe stupito più di tanto l’accaduto.

Tutto è stato più incentrato in maniera generale sull’orientamento sessuale e il solito discorso (non scrivo dibattito perché è stato un monologo) sul tema matrimonio/adozione, piuttosto che sulla famosa legge scolastica dalla quale tutto dovrebbe essere nato (alla quale sono state dedicate due diapositive su una cinquantina).
Nonostante il ministro dell’istruzione si sia chiaramente espresso su questo argomento affermando: “Chi ha parlato e continua a parlare di ‘teoria gender’ in relazione al progetto educativo del governo Renzi sulla scuola compie una truffa culturale e voglio dire con chiarezza che ci tuteleremo con gli strumenti adeguati”; queste persone non si fanno scrupoli ad organizzare questo tipo di conferenze. Secondo loro infatti tutto ciò è da tenere sott’occhio, chiarendo però che questo tipo di assemblee non vogliono creare nessun tipo di allarmismo. Ditemi voi se non è terrorismo psicologico una persona che, con tanto di presentazione power point, spiega che la teoria gender ha come obiettivo quello di destrutturare la famiglia o proporre in una classe di scuola materna una lezione sulla masturbazione con esercizi pratici inclusi.

Concludo (anche se altre cose ne avrei da dire) condividendovi una speranza: confido nel fatto che le persone, mie conoscenti, presenti al convegno fossero lì soltanto per sentire l’opinione della controparte come me, e non perché condividono questa ideologia di pensiero,  che seppur precisando con estrema chiarezza di non andare contro le persone LGBT, altro non fa che continuare a discriminare una fetta della popolazione con una motivazione che ancora non mi è chiara. Tutte queste energie e questo tempo dedicato a negare ad altre persone la felicità vorrei averlo io per fare qualcosa di più utile.
Sono fiducioso che tra qualche anno anche noi raggiungeremo il livello di civiltà che tantissimi stati ormai sono riusciti a conquistare; nonostante ci siano persone come quelle che ho incontrato ieri sera, le quali non fanno altro che trattenere l’avanzata verso una vita migliore per tutti (come gli uomini che nel quadro di Boccioni cercano di trattenere l’avanzamento della modernità rappresentato dal cavallo, ecco il perché dell’immagine).

3 pensieri su “Teoria Gender – la conferenza nella mia città

  1. Ciao Davide ho letto con interesse le tue impressioni rispetto alla conferenza di ieri sera.
    Ho trovato la serata interessante in quanto mi mancavano dei punti rispetto la teoria gender. Io credo che ognuno di noi dovrebbe apprendere quello che è stato detto dal professore non come verità assoluta ma come informazione sicuramente ,condivido con te, molti punti sono stati imprecisi.
    È la prima volta che ti scrivo ma ci tengo a dirti che non tutti potremmo pensarla alla stessa maniera e non bisogna necessariamente convincere l’altro a pensarla come noi. Purtroppo nel mondo c’è tanta ignoranza. Dovremmo tutti impegnarci ad aprire gli occhi. Sarebbe davvero importante che una coppia omosessuale ed eterosessuale possano amarsi (con o senza figli, sposandosi o convivendo)senza paura del loro futuro, senza paura di sentirsi privati dei diritti. Spero che un giorno i miei figli possano sentirsi liberi e non discriminati, questo dipende da noi. Ciao davide

    • Grazie mille per il tuo commento. Sai benissimo che l’opinione degli altri mi interessa molto, ed è in fatti questo il motivo per il quale ieri sera sono venuto a sentire. Mi fa molto piacere sapere anche il tuo punto di vista. A presto, Davide.

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