Non preghiamo per Orlando

E’ proprio vero che finché non succede a te una cosa non le dai lo stesso peso. Gli attentati sono una pagina così nera della storia dell’umanità che difficilmente riesco a trovare un aggettivo per descriverli. Parigi, Boston, Bruxelles, sono solo alcuni degli ultimi gesti estremi che ricordiamo negli ultimi anni. Apprendendo la notizia di questi gesti estremi siamo tutti rimasti sconvolti dalla crudeltà e l’assurdità. Persone squilibrate che hanno deciso di strappare via la vita di innocenti, gente comune.tumblr_o8pbcwKQBe1rlpl1io1_1280

In nessuno di questi casi però non mi sono mai sentito così toccato e attaccato quanto in quello di Orlando. Si sa, la comunità LGBT mondiale è una rete di persone molto legate tra di loro, e io più che mai mi sento parte integrante di questo mondo. Con i recenti avvenimenti mi sono sentito attaccato in prima persona. Come se tutte le povere vittime di questo folle scatenato fossero miei amici, miei vicini di casa, miei amanti, persone che sento vicino più delle altre che incontro per strada casualmente. E’ bello sentirsi parte di una comunità, ed è in queste occasioni che possiamo renderci “utili”. Non far sentire sole i cari che si sono visti portare via la persona che amavano, gli amici che non potranno mai più riabbracciare il loro compagno di avventure. Non sarà mai abbastanza per colmare il vuoto che posso soltanto immaginare provino, ma credo sia utile parlane e fare qualcosa in merito.

Ora più che mai il mondo si deve rendere conto che l’omofobia è un cancro così ingombrante e pericoloso della società. La colpa è sicuramente riconducibile a questo singolo pazzo che ha deciso di imbracciare un’arma e porre fine alla vita di altri esseri umani come lui, ma non smetto di pensare che l’alimentazione del suo odio risiede nel bigottismo di molti. Non possiamo più rimanere indifferenti davanti a gesti così estremi. Ora più che mai la comunità LGBT deve unirsi e sconfiggere questa malattia che affligge il genere umano.
Finché ci saranno persone che “non sono omofobo ma…”, che rimangono in piedi nelle piazze con un libro in mano, che cercano di ledere la libertà altrui in nome di qualche entità superiore, che predicano in conferenze falsità inventate di sana pianta e che insultano e picchiano un loro simile per il loro orientamento sessuale; finché ci saranno persone omofobe al mondo ci sarà bisogno di sentirci parte di una comunità che ci protegga.
Mai come quest’anno sarò fiero di partecipare al pride nella mia città. Non è soltanto un momento di festa ma anche di liberazione, richiesta di diritti e sensibilizzazione. Dobbiamo smetterla di pregare soltanto per Orlando.

Balliamo per Orlando
Cantiamo per Orlando
Baciamo (in pubblico) per Orlando
Abbracciamo per Orlando
Amiamo per Orlando

Facciamo tutte queste cose, alla luce del sole, con fierezza, senza timore perché il mondo ha ancora bisogno di una cura, e siamo noi a dovergliela fornire.

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